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Giordano in Jazz, dalle sonorità “brazil” di Stefano Bollani al sound anni ‘80 dei Level 42

Presentata la rassegna: si comincia il 23 ottobre

Il grande pianista italiano, forse attualmente la migliore e più completa espressione del jazz tricolore, è senza dubbio il pezzo pregiato della stagione. Ma il “Giordano in Jazz”, il prestigioso cartellone musicale che sta portando a Foggia musicisti tra i più quotati ed apprezzati del panorama internazionale del genere, non è solo Stefano Bollani.

IL CLUB, AL GIORDANO. L’edizione invernale di quest’anno, infatti, ancora una volta organizzata dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con il Moody Jazz e ospitata nella splendida cornice del Teatro U. Giordano, pone un’attenzione particolare all’evoluzione del jazz, provando anche a sperimentare la nuova formula del “Giordano in Jazz Club”. L’apertura, anzi, della rassegna, in programma il 23 ottobre, è affidata ad una band underground della scena newyorchese, versatissima nel jazz sperimentale: i “FORQ”. Un’idea diversa dalle consuete sonorità, “in nome della ricerca costante di nuove strade”, come si legge nel comunicato di lancio, allo scopo di “aprire” il pubblico di Capitanata ad altri linguaggi musicali.

IL BRASILE SECONDO BOLLANI. La seconda data, invece, quella del 13 novembre, è quella di Stefano Bollani: il pianista e compositore, straordinariamente apprezzato in tutto il mondo, porterà sul palco del Teatro Giordano la sua ultima creazione: “Que Bom”. Pubblicato la scorsa primavera e presentato anche all’edizione 2018 di Umbria Jazz, quest’ultimo progetto discografico si richiama alle sonorità brasiliane di “Carioca”, album datato 2007 e tra i lavori più significativi dell’artista, che lo suonò persino in una favela brasiliana – prima di lui, solo il leggendario Antonio Carlos Jobim era riuscito in un’impresa del genere. Accanto a Bollani, così come in passato, alcuni grandi rappresentanti della musica brasiliana come Jorge Helder al contrabbasso, Jurim Moreira alla batteria e Armando Marçal alle percussioni. Con loro, infine, un altro percussionista, il giovane e talentuosissimo Thiago da Serrinha.

L’ENERGIA DEI LEVEL 42. Dopo Bollani, si prosegue il 23 novembre con Alex Han, punta di diamante della band di Marcus Miller, riconosciuto come uno dei musicisti più promettenti della sua generazione. A seguire, il 28 novembre, un’altra grande esclusiva nazionale: sul palcoscenico del “Giordano” approda, infatti, uno storico gruppo dei LEVEL42, band britannica famosissima negli anni ’80 e che, per l’occasione, porterà sul palco tutta l’energia di brani come “Lessons in love” e “Running in the family”, che hanno ispirato un’intera generazione di musicisti per l’innovativo uso del groove.

PETER CINCOTTI, VOCE E PIANO. Il 18 dicembre, invece, nell’atteso concerto in Cattedrale, la parola e le atmosfere passeranno a Peter Cincotti, il giovane pianista e crooner italo-americano che ha trasformato i generi e mescolato influenze in vari modi, attraversando terreni inesplorati. Cincotti presenterà il suo ultimo album “Long way from home” ed eseguirà alcuni brani della tradizione natalizia internazionale. Giordano in jazz winter edition 2018 si chiuderà il 25 dicembre, con il classico appuntamento natalizio di Piazza Cesare Battisti, sulle note gospel di Laura Wilson & Nù Movement. Infine, non mancheranno i caratteristici e apprezzati MATINÉE del Giordano in Jazz, nelle domeniche del 25 novembre, 2 e 9 dicembre, in Sala Fedora (info: www.teatrogiordano.it)

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di Redazione 


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