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L’opera tra la gente e il sogno di risorgere: “Gio Festival”, la grande occasione per la Capitanata

Presentata la kermesse che avrà luogo dal 5 al 20 giugno

Sembra quasi di sentirlo il rombo dei 15 autoarticolati che battono l’A14 in un assolata giornata di giugno, con a bordo le scenografie dell’Andrea Chénier, una delle opere più amate, rappresentate e celebrate del compositore foggiano Umberto Giordano. Ci vuole un po’ di immaginazione, certo, ma non c’è nulla di fantastico: il 20 giugno, quelle scene saranno a Foggia, in piazza Cavour, direttamente dal Teatro alla Scala di Milano. Davanti a duemila persone.

LA NARRAZIONE. È solo un indizio della cifra qualitativa del Gio Festival, la manifestazione che – dopo e con Mònde – confonde in positivo la consueta narrazione alla quale si è abituati quando si parla di Capitanata. Dedicato alla più nobile “star” del capoluogo daunio, la rassegna è stata presentata ufficialmente nel pomeriggio del 27 maggio nella Sala Fedora del teatro che porta il suo nome, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni, del privato e, ovviamente, del ramo artistico. Quest’ultimo, va sottolineato, porta la doppia firma dei Maestri Gianna Fratta e Dino De Palma.

DUE MILIONI DI EURO. “Questo è un festival da due milioni di euro”: a rivendicare la somma in sede di conferenza, e non senza orgoglio, è Giuseppe Di Carlo, presidente della Camera di Commercio, ente in prima linea nell’organizzazione di una kermesse che avrà luogo dal 5 al 20 giugno e che porterà da queste parti circa 600 artisti e 150 tecnici professionisti. Ben 16 giorni dedicati all’opera di Umberto Giordano, con 22 eventi dislocati tra Foggia, Gargano e Monti Dauni, provando a far luccicare gli occhi del pubblico attraverso un’operazione culturale che ha il sapore della sfida, quando non proprio del ribaltamento semantico: la lirica in piazza, tra la gente.

RISORGIMENTO DAUNIO. “È l’inizio di un risorgimento che questa terra merita”, ha continuato ancora Di Carlo, al cui entusiasmo si è aggiunto quello dell’assessora al Turismo della Regione Puglia, Grazia Maria Starace: «la Regione, attraverso il mio assessorato, a pochi giorni dall’insediamento ha investito 400mila euro per il Gio Festival perché la Capitanata avrà un rilievo importante in questo mandato, cosa che non ha avuto in passato. Ci sono scelte politiche precise alla base, quelle stesse scelte che poi cambiano i territori, si veda l’esempio di Melpignano che, anni fa, non era certo ciò che è oggi”.

ANTEPRIMA MONDIALE. Se a chiudere la kermesse è un’opera celeberrima del Maestro di Foggia (peraltro nella straordinaria versione del regista Mario Martone e con il coro del Teatro Petruzzelli di Bari “in trasferta” nel capoluogo daunio), ad aprirla, invece, sarà un’anteprima mondiale. Il 5 giugno, al Teatro Giordano (che finalmente ritroverà la sua capienza massima di 497 posti), andrà in scena “Marina”, opera scritta dal compositore foggiano all’età di 21 anni e mai rappresentata nella storia.

UN’OPERA CHE NON ESISTE. “Portare in scena un’opera che non esiste è qualcosa di difficilissimo – ha spiegato la Maestra Gianna Fratta – e siamo sicuri che, dopo questa prima, da qui in poi diventerà un punto di riferimento per tutti i professionisti del settore. A dirigerla sarà il Maestro Matteo Dal Maso, per la regia di Giandomenico Vaccari, altri due grandi nomi che si aggiungono ai tanti intercettati per questa manifestazione”.

A POCHI METRI DALLA CASA DI GIORDANO. Quelli del 5 e del 20 giugno saranno gli unici spettacoli a pagamento, tutti gli altri 20 sono invece a titolo gratuito, come la terza opera giordaniana inserita in cartellone, “Il re”, prevista il 14 e il 15 giugno rispettivamente a Foggia, in piazza Nigri, e al Castello Svevo di Manfredonia. “Porteremo l’opera tra le gente – ha aggiunto Gianna Fratta – con uno spettacolo che avrà luogo nel pieno centro storico di Foggia, a due passi dal Conservatorio e a pochi metri da quella che era la casa di Umberto Giordano”.

FESTIVAL INTERNAZIONALE. “Marina”, “Il re” e “Andrea Chénier” sono i tre pilastri giordaniani che reggono il festival, ma non sono l’intero festival. Cinema, musica da camera, convegni scientifici, una notte bianca e persino digressioni jazz – come quelle che il grande pianista Danilo Rea eseguirà, riarrangiando in chiave jazzistica alcune musiche di Giordano – completano una manifestazione che, prenotazioni e numeri alla mano, prima ancora di cominciare ha già il respiro dei migliori festival internazionali. Tocca a Foggia e ai foggiani, adesso, essere all’altezza dei propri sogni.

di Alessandro Galano


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