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Foggia calcio, la giustizia sportiva si affretti a restituire i punti dovuti ai rossoneri

A Iemmello e compagni va ridotta la penalizzazione

Ora che la classifica incomincia a scottare e ogni punto acquista un peso specifico consistente, la giustizia sportiva deve affrettarsi a compiere il proprio dovere.

IL PROCESSO INFINITO. Il riferimento è fin troppo scontato. L'argomento in questione è il processo sportivo che sta coinvolgendo il Foggia calcio da ormai circa un anno, vale a dire dallo scorso 15 maggio, quando la Procura federale emise il provvedimento di deferimento nei confronti della società rossonera. L'accusa: il pagamento di compensi in nero. Non è in discussione il contenuto. Le diverse udienze e i diversi gradi di giudizio hanno consentito di analizzarlo a fondo e di appurare già da tempo quanto accaduto. Ciò che si contesta è la durata del processo che ha assunto i contorni della saga infinita. È arrivato perciò il momento di dire a chiare lettere che questo allungamento dei tempi non ha ragione di esistere se non per un accanimento nei confronti della posizione del Foggia calcio alimentato da eccessivi clamori mediatici.

PUNTI DA RESTITUIRE. Sgombriamo immediatamente il campo dai dubbi. Il Foggia calcio non c'entra nulla con la mafia come improvvidamente ebbe a dire nella sua relazione la presidente della commissione parlamentare, Rosy Bindi. La richiesta di retrocessione della Procura è solo un lontano ricordo per quanto fosse priva di ogni riscontro. Secondo quelle che sono – come si suole dire - “le carte”, al Foggia calcio spettano 4 o al massimo 5 punti di penalizzazione. Ragionando a contrariis la società rossonera aspetta – non si sa ancora per quanto tempo - che gli siano restituiti in maniera sacrosanta uno o due punti. Questa lapalissiana conclusione poteva già essere presa a novembre se il Collegio di Garanzia avesse avuto maggiore 'coraggio' nel riformare la precedente decisione della Corte d'appello. In quella occasione, si ricorderà, il Collegio prosciolse Franco Sannella da ogni addebito stabilendo di riconsiderare l'entità della penalizzazione a seguito del nuovo format di serie B passato da 22 a 19 squadre ma dispose di rimandare tutto alla Corte. La decisione, quindi, doveva essere presa a gennaio dalla Corte federale, riunita in diversa composizione. Ma, anche in quel caso al termine dell'udienza, i giudici si limitarono a emettere un'incomprensibile e apodittica sentenza che stabilì in 6 punti l'equa penalizzazione del Foggia calcio rimandando le motivazioni a data da destinarsi (LEGGI: la sentenza non soddisfa Iudica) . Il termine per la pubblicazione (60 giorni) fu poi addirittura non rispettato. A chi chiedeva in segreteria federale i motivi del ritardo veniva risposto che si trattava di termini non perentori. Iniziava a delinearsi un certo ostracismo verso il Foggia calcio che si è poi disvelato a fine marzo quando sono state pubblicate quelle che il legale dei rossoneri, Fabio Iudica, ha definito “non motivazioni.
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LA SENTENZA. Non poteva essere diversamente. Come giustificare, altrimenti, il dato numerico della 'conferma' dei 6 punti di penalizzazione rispetto a quanto stabilito dal Collegio di Garanzia? Qualcuno ha parlato di 'sentenza potestativa': l'equivalente insomma del “perchè io so io e voi non siete un...”. E, invece, continuiamo a pensare che ogni sentenza, persino sportiva, deve far seguito a motivazioni solide. Men che mai deve preoccuparsi delle conseguenze di una decisione. Enigmatica, per esempio, è la frase della Corte secondo cui dovevano applicarsi i 6 punti di penalizzazione “anche in considerazione delle possibili indirette conseguenze sulla posizione in classifica della società”. Come a dire: toccherebbe restituirvi dei punti ma poi cosa dicono le altre se cambia la classifica?.

L'ENNESIMO RICORSO. Contro questa decisione il Foggia è corso ai ripari in tempi stretti presentando il ricorso il 6 aprile e chiedendo il rito d'urgenza con abbreviazione dei termini. Come non detto. È trascorso un mese e tutto ancora tace. È perciò tempo che, per recuperare un minimo di autorevolezza e credibilità, la giustizia sportiva sappia prendersi le proprie responsabilità e analizzi nel merito la sacrosanta richiesta del Foggia: quella di vedersi comminare la penalizzazione già stabilita in soldoni dal più alto grado di giudizio.

NESSUNA GIUSTIFICAZIONE. Attenzione: con questo non si vuole giustificare un'annata travagliata sotto tutti i punti di vista né coprire sotto il tappeto gli errori compiuti da tutti: a cominciare dalla proprietà che si è ostinata a non individuare una figura come quella di un direttore generale, utile a bloccare sul nascere qualsiasi velleità di primeggiare; per continuare con il direttore sportivo che ha sì avuto il merito di trascinare la barca in porti quanto meno protetti mentre stava per affondare, ma dal mercato ha restituito una rosa competitiva ma sbilanciata in difesa; per finire, poi, e qui non è necessario dilungarsi, ad allenatori e calciatori.

LA CLASSIFICA. Insomma, in realtà il Foggia aveva tutte le carte in regola per non trovarsi nella situazione di doversi aggrappare anche al processo sportivo. Ciò però non giustifica un atteggiamento molto diffuso tra i foggiani: cioè quello di dover conquistare i punti in campo e non dai giudici. Ebbene, lo diciamo noi: i punti conquistati in campo sono 40 come quelli del Crotone di Stroppa e a quest'ora i rossoneri potevano contare su una salvezza tranquilla. La penalizzazione del Foggia è giusta ma va giudicata con equità. È per questo che ci si aspetta che quel punto (o quei due punti) vengano presto restituiti senza che, da altri lidi, si gridi allo scandalo. Ci si mette poi, per fortuna o purtroppo, il calcio che è uno sport bellissimo. Il Livorno ha vinto sorprendentemente a Verona, il Venezia ha strappato un punto a Cosenza. E ora sì che ogni punto è d'oro. Sarebbe stato auspicabile che la decisione venisse presa prima per evitare strumentalizzazioni. Non per questo, però, non deve essere presa ora. Per un punto Martin perse la cappa; per un punto il Foggia può perdere la serie B: cari giudici affrettatevi a fare il vostro dovere.

di Michele Gramazio


 COMMENTI
  • Alberto D'Errico

    11/05/2019 ore 20:59:29

    Il punto o i punti vanno subito restituiti al Foggia, che, alla luce di questa restituzione brillantemente ritardata dai Poteri forti, permetterà alla squadra, che ha fatto un buon campionato, quanto meno di giocare i play out con la Salernitana o, nel caso di due punti, salvarsi direttamente, lasciando giocare i play out a Venezia e Salernitana. Pertanto, il Foggia non va retrocesso in Lega Pro assolutamente. Sarebbe una grave ingiustizia e verrebbe alla luce il ritardo artatamente portato a fine campionato, in modo da gestire la restituzione e dimostrato così che i Poteri forti, assimilabili a quelli "mafiosi", vengono usati contro una squadra che su ogni campo ha dimostrato le sue qualità, anche con una tifoseria eccezionale e corretta, presente in gran numero in ogni trasferta. Ora si vuole occultare la questione, che invece va discussa con onestà nella Sede di competenza il 17.05.19, prima dei falsi play out che inizierebbero subito, rinviandoli come i play off per il caso Palermo, che ancora va chiarito, mentre nel caso Foggia i punti devono solo essere restituiti nel numero di almeno 1-2, permettendo alla squadra di tirarsi fuori da una situazione non meritata sul campo, potendo così o effettuare i play out o sistemarsi in classifica a quota 39-40 punti, ritenendosi praticamente e, come da Giustizia sportiva, salva a tutti gli effetti, come da parere già espresso ma non applicato dalla già nominata Giustizia sportiva. Nel caso ciò non dovesse avvenire, verrebbe alla luce realmente un atteggiamento di ostracismo nei confronti della squadra, forse perché la proprietà della Salernitana è del signor Lotito o solo perché Venezia è in mano ai già nominati Poteri forti, che inquinano il Calcio italiano, portando avanti chi non merita e facendo sì che la squadra venga smantellata in Lega Pro perché diversi giocatori del Foggia hanno un gran valore e verrebbero probabilmente svenduti in Lega Pro. GIUSTIZIA SIA FATTA SUBITO, PRIMA DEI PLAY OUT. Le squadre che ne subirebbero un "danno" non possono assolutamente contestare tale decisione già presa ma non applicata dalla Giustizia sportiva ed attenersi alla nuova posizione che avranno in classifica. Non sono un avvocato, ma il Foggia ha già un avvocato a cui è stata data ragione, per cui dimostriamo che l'Italia calcistica ,ALMENO, applica giuste regole ad un Campionato di Serie B che è stato bellissimo ed equilibrato quest'anno. Insomma, non facciamoci ridere dietro da altre nazioni che ormai sono molto avanti a noi calcisticamente parlando, ,oltre che per il resto. DIMOSTRIAMO CHE SIAMO GIUSTI !!!
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